Un corvo nero con un pezzo di carne nel becco siede fiero sul ramo di un albero alto Sotto l'albero la volpe riempie di complimenti il corvo, che si gonfia d'orgoglio Il corvo gracchia a gran voce e il pezzo di carne cade proprio davanti alla volpe

La volpe e il corvo

Il corvo sul ramo · letta da Alessandra
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Un corvo orgoglioso se ne sta su un albero alto con un pezzo di carne nel becco, e sotto l'albero si ferma una volpe furba. La favola di Esopo sul perché non bisogna fidarsi di ogni bella parola, raccontata liberamente dall'originale greco antico.

Esopo · 3 min · letta da Alessandra

La volpe e il corvo: il testo della favola

Esopo (sesto secolo avanti Cristo). Liberamente raccontata dall'originale greco antico.

Ai margini di un villaggio viveva un corvo nero, con le piume lucenti e un grande becco. Una mattina, mentre volava sopra il cortile di una fattoria, vide sul davanzale di una finestra un pezzo di carne che la contadina aveva messo lì a raffreddare. Il corvo non ci pensò due volte. Scese in picchiata, afferrò la carne con il becco e in un attimo era già di nuovo in volo. Andò a posarsi su un albero alto in mezzo al prato, si sistemò comodo su un ramo e se ne stava lì tutto fiero, con la sua preda nel becco.

Proprio in quel momento passò sotto l'albero una volpe. Sentì l'odore della carne, alzò il muso e vide il corvo. «Quel pezzo di carne sarebbe perfetto per la mia colazione», pensò. Ma sull'albero non poteva arrampicarsi, e così cominciò a riflettere su come prendersi la carne. Presto le si illuminarono gli occhi. Si sedette sotto l'albero, si lisciò per bene la coda e fece un sorriso dolce dolce.

«Buongiorno, caro corvo!» esclamò con voce gentile. «Come sei grande e come sei bello! Le tue piume brillano come seta nera, e che becco magnifico hai! Un uccello così splendido non l'ho mai visto.» Il corvo si gonfiò tutto d'orgoglio e si raddrizzò sul ramo. Nessuno gli aveva mai detto cose così belle.

«Dovresti essere tu il re di tutti gli uccelli», sospirò la volpe. «E di sicuro lo saresti già, se solo avessi anche la voce.» Il corvo volle subito dimostrare alla volpe che la voce ce l'aveva eccome. Spalancò il becco e gracchiò più forte che poteva: «Cra, cra, cra!» In quell'istante la carne gli cadde dal becco, proprio davanti alle zampe della volpe.

La volpe ci saltò sopra e l'afferrò con i denti. Poi alzò gli occhi verso il corvo e sorrise furba. «Oh, caro corvo», disse, «la voce ce l'hai davvero. Se avessi anche un po' di cervello, non ti mancherebbe proprio niente per diventare il re di tutti.» E con la sua colazione se ne andò allegra attraverso il prato.

Il corvo invece rimase sul ramo, la guardò andare via e abbassò triste la testa. Solo adesso aveva capito perché la volpe lo aveva lodato tanto. Chi ti fa troppi complimenti, di solito vuole qualcosa da te. E chi è saggio ci pensa bene, prima di aprire il becco.

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